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Gesù: la Via, la Verità e la Vita.

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Inferno, Purgatorio e Paradiso.
view post Posted on 29/5/2009, 18:31Quote
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Fruitore di musica.
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 02:27


Mi sembra troppo scarno ridurre questa frase di San Paolo Apostolo alla semplice predicazione del Vangelo, forse sarebbe meglio dire cosa vuol dire "predicare" il Vangelo. Cercherò di dare la mia definizione.

Le sofferenze ed i patimenti di Nostro Signore Gesù Cristo sono stati quella "risposta" data al Padre affinché tutto si compisse nel Figlio.

Essere cristiani vuol dire avere quella consapevolezza di essere chiamati a quella stessa comunione spirituale che sussiste tra Padre e Figlio. L'essere cristiani implica uno stile di vita che vive dello stesso "dinamismo" spirituale insegnatoci da Nostro Signore Gesù Cristo.

Essere cristiani, quindi, vuol dire avere lo sguardo rivolto sempre al Padre, annunciare il Vangelo non tanto a parole, ma con la testimonianza della propria vita.
L'essere testimoni fedeli richiede la rinuncia a se stessi per accogliere Dio in ogni istante della giornata.

Quella parola di San Paolo Apostolo che dice "completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo" va vista proprio incastonata in questo dinamismo perchè essa vuole evidenziare quanto il cristiano non sia un semplice spettatore, ma è colui che "compartecipa" della stessa vita di Cristo.

Solo in Cristo è la salvezza. Egli è la Via, la Verità e la Vita.
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Dio ti benedica.
 
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Gesùvive!
view post Posted on 29/5/2009, 20:39Quote

Utente cancellato






....bé io ti ho detto quello che significa nella lingua originale greca...
 
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Gesùvive!
view post Posted on 29/5/2009, 21:08Quote

Utente cancellato






Non é inteso il semplice predicare...ma tutta la sofferenza legata ad essa... prigionie, malattie, botte, naufragi, ecc..

Per quanto riguarda annunciare il vangelo..penso che sia importante il parlare quanto l'agire...certo se parli e le tue parole non testimoniano il tuo stile di vita tanto vale...
ma a volte se non apriamo la bocca la gente non conoscerà mai la verità...
 
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view post Posted on 22/6/2009, 08:07Quote
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Cattolico

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 12:03


QUOTE (Juda il sicario @ 19/5/2009, 14:08)
".....Infatti sono persuaso che né morte (né quindi il purgatorio), né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore”. Paolo dice che niente, né la morte, né principati, né angeli, né potenze, ecc., potranno separare il credente da Dio, quindi nemmeno un fantomatico purgatorio potrà separare i figli di Dio dal suo amore immenso.

E di questo ne sono persuaso anche io, in quanto il purgatorio non separa, ma avvicina all'amore di Dio.

QUOTE (Juda il sicario @ 19/5/2009, 14:08)
In tutta la Sacra Scrittura non vi è alcun accenno a un sacrificio per i morti (le svariate messe di suffragio cattoliche), a delle preghiere in loro favore, né tanto meno ad una purificazione dopo la morte.

Ma sei sicuro di leggere i miei post?

QUOTE (Juda il sicario @ 19/5/2009, 14:08)
Vediamo la storia del ricco e di Lazzaro: Luca 16:19-31. Lazzaro era semplicemente un povero, un mendicante, non viene detto che era un credente (anche se sicuramente lo era), né che se lo era, lo fosse in modo fervente, eppure dopo la sua morte si ritrova nel seno di Abraamo (paradiso). Ciò contrasta con la tesi del purgatorio, perché, secondo essa, egli avrebbe dovuto almeno passare del tempo nel luogo di purificazione, anche perché, egli non è descritto come un invocatore particolare di Dio (tale assenza, probabilmente, è voluta volontariamente da Gesù), ma viene solo descritta la sua povertà, la sua malattia.

Non contrasta con un bel niente. Non necessariamente una persona deve passare dal purgatorio, anzi dal mio punto di vista
tali versetti indicano chiaramente il valore salvifico della sofferenza.


Un abbraccio,
Joe

"Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l'ira." (Proverbi 15:1)
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view post Posted on 22/6/2009, 14:33Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/8/2009, 13:27


Se dobbiamo credere alla dottrina del purgatorio e alle preghiere dei vivi in favore dei morti, allora siamo tutti infinitamente malvagi. Quale padre vedendo il proprio figlio soffrire dolorosamente per una malattia, nel proprio letto, non farebbe qualcosa per trovare un rimedio o un sollievo alla sua malattia? Non troverebbe pace, forse, solo a conclusione di questa? Quale figlio o figlia vedendo il padre o la madre moribondi, non li soccorrerebbe? Secondo la dottrina del purgatorio, le anime purganti si trovano in questo luogo a purificarsi in un fuoco tremendo, nei dolori e nell’afflizione, fuoco, per altro, simile per intensità a quello dell’inferno, differenti l’uno dall’altro per il tempo di durata di ognuno, infatti l’inferno dura in eterno, mentre il fantomatico purgatorio durerebbe fino al giorno del giudizio. (L’espiazione di ogni individuo, inoltre, secondo i teologi cattolici, dura secondo la gravità e il numero delle colpe individuali, ed ha un tempo di durata personale diverso a seconda dei singoli casi). Credendo a ciò, amici cattolici, vi dichiarate malvagi da soli. Perché, se così non foste, spinti dall’amore per i vostri cari defunti (e non solo), preghereste per loro in ogni momento, notte e giorno, offrireste messe in loro favore e invochereste il Signore senza tregua, affinché Egli fosse pietoso verso di loro, per abbreviare i loro dolori nel fuoco e il tempo di sosta in tale luogo. In più sarebbero stati “malvagi” pure gli apostoli e perfino Gesù (è ovvio che non è assolutamente così), perché in tutti i loro discorsi, nelle parole di Gesù e in tutto il N.T. nulla è detto riguardo alle preghiere per le “anime dei defunti che sono nel purgatorio”. Nulla in assoluto!

ti invito a leggere non solo tutto il N.T. ma interamente le Sacre Scritture ispirate. Troverai numerosi passi che, non solo escludono tale dottrina, ma che rivelano chiaramente l’opposto. È ovvio che se noi pregassimo per i nostri cari defunti notte e giorno, spinti dall’amore per loro, avremmo meno tempo per pregare per i vivi (che è quello che il Signore, invece ci chiede), e questo è quello che si propone di fare il vero ideatore della dottrina del purgatorio: Satana. Le preghiere per i vivi sono infinitamente richieste da tutti gli scritti ispirati della Bibbia; queste possono aiutare il prossimo e i nostri cari ad avere un cuore più accettevole verso Dio, ma anche tanto altro ancora. Una volta morti, i nostri cari amici e parenti sono già destinati, chi alla vita eterna, chi alla condanna eterna, nulla più possiamo fare noi o richiedere al Signore.
 
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view post Posted on 23/6/2009, 06:38Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 12:03


Ciao Juda,
mi dici cortesemente il testo magisteriale da cui hai preso questa dottrina del purgatorio?

La definizione che tu hai dato è tutto, tranne che cattolica:
"Secondo la dottrina del purgatorio, le anime purganti si trovano in questo luogo a purificarsi in un fuoco tremendo, nei dolori e nell’afflizione, fuoco, per altro, simile per intensità a quello dell’inferno, differenti l’uno dall’altro per il tempo di durata di ognuno, infatti l’inferno dura in eterno, mentre il fantomatico purgatorio durerebbe fino al giorno del giudizio."

1) Ti invito a capire una dottrina, prima di contestarla.
Si può essere d'accordo o meno, ma almeno bisogna intendere bene il pensiero dell'altro.
E' almeno questo a cui si tende nel dialogo.

2) Ti invito a fare finta di essere cattlico e rileggere quanto tu hai scritto in questo post e negli altri.
Pensi che da cattolico potresti offenderti?
Pensi che stai con tutta onestà dialogando o continuando a mettere un muro?

3) Finora hai solo fatto vedere come contesti,
potresti ora parlarci di come vivi la tua fede, sul piano pratico, le tue esperienze, ecc. (in opportuna sezione)?

Buona giornata,
Joe

Edited by JoeCommoner - 23/6/2009, 08:32

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view post Posted on 30/6/2009, 08:45Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/8/2009, 13:27


Bhe non è vero? l'intensità del fuoco del purgatorio non sarebbe uguale a quella dell'inferno? Informati bene....la differenza sta nel fatto che le fiamme dell'inferno sarebbero eterne, mentre quello del purgatorio no. Se l'intensità è tale alle fiamme dell'inferno la mia prospettiva quale può essere....anche se è un luogo di "purificazione" ciò non toglie che le fiamme dell'inferno racano dolore e sofferenza....
 
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view post Posted on 30/6/2009, 11:29Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 12:03


Esplicito meglio la domanda:
dimmi il documento ufficiale della Chiesa che dice ciò.

O forse lo hai preso da: http://www.missionecristianaevangelica.it/,
da cui probabilmente hai fatto anche gli altri copia-incolla?

E ti ripeto ancora la domanda (che per me è più importante di tutto il resto):
potresti ora parlarci di come vivi la tua fede, sul piano pratico, le tue esperienze, ecc. (in opportuna sezione)?


Grazie ancora e scusa la schiettezza.

Joe

Edited by JoeCommoner - 30/6/2009, 14:35

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view post Posted on 2/7/2009, 14:34Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 12:03


PRECISAZIONE:

Leggendo il decreto del concilio di Firenze, si evince che si ha un carattere penale (espiatorio) in tale stato,
ma non viene precisato in cosa consitono tali pene.
Per cui la nozione dogmatica di purgatorio NON comporta nessuna precisazione sull'indole delle pene.
E' assolutamente legittima la posizione che riduce tali pene ad una semplice dilazione della visione di Dio.
(che è esattamente ciò che io penso), è speculazione gratuita andare oltre e fare dire al testo
ciò che non è stato detto.

"Ad fontes" è il motto di Lutero, che condivido al 100%. ;-)
e che dovremmo fare tutti protestanti e cattolici.

Joe

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